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Bhangaya - The Liberated Human Being-.

 

Bhanganaya - L'Essere Umano Liberato, ILLUMInato-.

 

ILLUMInazioni - ILLUMInations, 54. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, Eventi collaterali

 

Sestriere di Castello

Rio de S. Isepo

Ponte S. Domenego, Venezia

 

La sagoma vuota e in negativo di un essere umano, l’Essere Umano Liberato -Illuminato-.

Bhanganaya significa, in sanscrito –ciò che rimuove gli ostacoli-.


L’installazione «l’Essere Umano Liberato- Illuminato-» auspica il dissolvimento della struttura dei condizionamenti che assediano l’Essere Umano attraverso  l’immagine simbolica in essa racchiusa e rappresentata dalla sagoma vuota ed  in negativo  di un essere umano,.
Essere Umano inteso nella sua totalità e liberato dai condizionamenti delle differenze di sesso e razza, dai vincoli generati dalle esigenze sociali, politiche, religiose ed economiche. Essere Umano liberato dalla sofferenza e dall’idea di essere diverso e separato dal resto dell’umanità.
Osservando attraverso la vuota sagoma dell’installazione il continuo mutare dei fenomeni naturali sarà possibile notare come il processo della conoscenza non sia la rappresentazione di un mondo che esiste indipendentemente, ma piuttosto una continua generazione di un mondo tramite il processo dell’osservazione.
La sagoma vuota dell’installazione «l’Essere Umano Liberato- Illuminato-» propone l’inizio di una nuova realtà mediante la costante, chiara e consapevole comprensione della natura permanente di tutti i fenomeni.
Se l’installazione avrà intorno a sé uno spazio libero sufficiente e sarà orientata in modo adeguato, nelle giornate di sole, l’ombra portata della scultura genererà sul terreno una Figura di Luce che varierà di forma e dimensione con il trascorrere delle ore e delle stagioni.
La parte centrale della scultura, con un adeguato orientamento, può assumere la funzione dello gnomone di una meridiana, la cui ombra, proiettata sul piano orizzontale, indica l’ora. In questo modo, la scultura diventa uno strumento di misura e metafora del tempo, anche.

Sestriere di Castello

Rio de S. Isepo

Ponte S. Domenego, Venezia

Bhanganaya - The Liberated Human Being

the Enlightened One-.

 

ILLUMInazioni - ILLUMInations, 54. International Art Exhibition, Biennale di Venezia Collateral events.

 

Sestriere di Castello

Rio de S. Isepo

Ponte S. Domenego, Venezia

 

An empty, negative frame of a human body, The Liberated Human Being -The Enlightened One-.
The meaning of the Sanskrit word Bhangaya is “removal of obstacles”.
The sculpture through the symbolic image embodied in it, wishes for the dissolution of the structure of the conditioned mind that besieges Human Beings at the beginning of the second decade of the third millennium . It envisages our awareness as whole and free from the conditioning of socio-political, economic and religious norms.

Observing the continuous change of natural phenomena through the empty frame of the sculpture, it is possible to notice how the process of awareness and understanding is not of a world existing by itself. Rather, observation continuously generates the world.

The empty moulding of "Released Human Being" is a symbol of the transformation of one's reality through the constant, clear awareness of the impermanent nature of phenomena.

In his work, Fabrizio Ruggiero questions the issues involved in the relationship between language and the domain of digital art and investigates the potentiality of the network installation model to develop a more fluid environment for story-worlds to take place in.

On occasion of the presentation of this work Fabrizio Ruggiero declared: " I agree that the distinction between what is real and what is virtual is a false dialect, and being a visual artist myself, I investigate how the virtual/digital work not only allows " the continuation of the dematerialization of the art object " but also how out of this dematerialization " New Worlds " are possible for the understanding and for the re-naming of what is real..."

Sestriere di Castello

Rio de S. Isepo

Ponte S. Domenego, Venezia

 

«Quand nous reverrons-nous?»

specular portrait of Antonin Artaud